Compianto del cristo morto giotto biography
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Questo abbraccio è il cuore pulsante dell'opera‚ simboleggiando non solo la perdita‚ ma anche la connessione profonda tra madre e figlio.
La composizione è attentamente studiata per dirigere l'occhio dello spettatore verso questo momento cruciale. È rappresentata in lieve scorcio e volge idealmente lo sguardo abbassato a destra, in direzione del volto di Cristo, da lei poco distante.
La seconda figura centrale assume, analogamente alla prima, la medesima postura, con la differenza che la direzione cui volge lo sguardo è frontale, anche se lo scorcio rivela una posizione del corpo di tre quarti, rivolto a sinistra della composizione.
Sullo sfondo si dispiega un desolato paesaggio invernale; l’albero spoglio è un chiaro richiamo alla morte di Gesù e testimonia il dolore universale per quell’estremo sacrificio.
Lo spazio aperto del cielo si contrappone nettamente allo spazio terreno, chiuso dalla collina, a marcare la differenza tra un mondo reale limitato in cui viviamo e moriamo e l’infinito Paradiso abitato dagli angeli, che ci aspetta dopo la morte.
Gli assi compositivi
Nella costruzione della scena, il centro drammatico dell’evento (il viso di Maria e quello del Cristo accostati) non corrisponde al centro geometrico della composizione, giacché si trova spostato a sinistra verso il basso.
Il primo regge una pisside con il balsamo per ungere il corpo di Cristo e i chiodi con i quali Gesù era stato crocifisso, retti, in segno di deferenza, con la mano velata dal manto. Le figure sono disposte in modo da creare un forte senso di movimento e coinvolgimento emotivo‚ mentre i colori scelti da Giotto enfatizzano il contrasto tra la vita e la morte.
Il paesaggio sullo sfondo‚ con un cielo aperto e luminoso che contrasta con la scena terrena‚ simboleggia la transizione verso l'aldilà e la speranza di resurrezione.
La presenza di angeli nel cielo‚ sebbene non sempre visibili‚ suggerisce un'attesa di salvezza e la promessa di vita eterna‚ sottolineando la dualità della condizione umana. La figura diGesù‚ distesa‚ è avvolta da un'atmosfera di tristezza‚ mentre il suo corpo è sostenuto dallaMadonna‚ che esprime un dolore materno toccante‚ manifestando l'intensità del suo amore e la sua sofferenza.
Questo metodo non solo garantisce la durabilità dell'opera‚ ma conferisce anche una qualità vibrante ai colori‚ rendendo le emozioni dei personaggi ancora più vive.
In termini dianatomia eproporzione‚ Giotto mostra una padronanza che anticipa il Rinascimento‚ rendendo le figure non solo realistiche ma anche cariche di espressività.
Senza rinunciare alla solennità e alla salda volumetria del linguaggio di Giotto, rinnovatore della pittura italiana, Giottino pone attenzione alla resa tattile della materia prediligendo delicati passaggi chiaroscurali e colori di intonazione calda e luminosa, con effetti di notevole naturalismo. I personaggi intorno a Cristo‚ comeMaria Salomè eGiovanni‚ riflettono una gamma di emozioni‚ dal dolore alla disperazione‚ enfatizzando il dramma della situazione.
La rappresentazione della Madonna che abbraccia il figlio morto ha toccato il cuore di molti‚ diventando un soggetto iconico nel panorama cristiano.
La sua influenza si estende oltre la pittura‚ ispirando anche la scultura e la letteratura‚ creando un dialogo tra le arti. È l’immagine di una disperazione assoluta, universale.
Nicodemo e Giuseppe di Arimatea
I due uomini fermi e in piedi sulla destra sono identificati con Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.
La rappresentazione dello spazio a più punti di vista, che simulano la visione ottica mobile, è uno spazio empirico, ovvero esperienziale, non geometrico, non matematico.
La composizione pittorica è divisa da una diagonale percepibile tattilmente nella riproduzione tridimensionale, come crinale che divide lo spazio della scena del Compianto dallo spazio paesaggistico.
Nicodemo, dopo la morte del Redentore, offrì l’unguento per profumarne il corpo. In terzo piano si collocano Maria di Cleofa e Maria Salomè: entrambe le figure esprimono apertamente il loro dolore, sono ritratte l’una in piedi, collocata a sinistra rispetto l’osservatore e in posizione retrostante il volto di Cristo, con manto azzurro viola e braccio destro sollevato in atto di dolore, l’altra al centro, in posizione china sul corpo di Cristo, colta nell’atto di sollevarne dolcemente le braccia sostenendo i polsi, quasi a voler perpetuare un ultimo, possibile contatto con il Messia.
Cristo, parzialmente occultato in prossimità del bacino e delle gambe dal corpo della figura femminile centrale, collocata in primo piano, cui abbiamo fatto riferimento precedentemente, ha un incarnato livido e sembra rigido, quasi colto dal rigor mortis. Il figlio di Dio occupa la scena, a partire dalla testa a sinistra, fino a tre quarti della larghezza del dipinto ad affresco.
211-230
Testo di
Daniela Parenti; Giulia Mancini
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Il Compianto del Cristo morto è un affresco realizzato da Giotto (1267-1336) tra il 1303 e il 1305 nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
Questo affresco è parte di un ciclo che narra leStorie di Gesù‚ ed è considerato uno dei capolavori dell'arte medievale‚ esprimendo una profonda emozione attraverso la rappresentazione del dolore e della pietà.
Contesto storico e artistico
IlCompianto sul Cristo morto‚ realizzato daGiotto di Bondone‚ si colloca in un periodo di transizione tra il Medioevo e il Rinascimento‚ un'epoca caratterizzata da una crescente attenzione per l'umanesimo e la rappresentazione realistica delle emozioni.
La posizione assunta, iconograficamente, è di grande innovatività; Maddalena infatti viene rappresentata seduta, con le gambe allungate e leggermente flesse, coperte da un manto rosso e poste a contatto parziale con la terra, quindi, idealmente, con il corpo di Cristo. L'artista impiega una gamma di colori caldi e terrosi‚ che contribuiscono a esprimere il dramma e la solennità del momento.
La tecnica dell'affresco‚ tipica di Giotto‚ permette di ottenere una grande luminosità e una texture ricca‚ grazie all'uso di pigmenti naturali mescolati con acqua e applicati su intonaco fresco.