Contesto sociale di boccaccio biography

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Le opere composte in questo periodo risentono del diverso ambiente sociale e culturale rispetto alla corte angioina, vi è un maggiore influsso della produzione dantesca e una attenuazione della componente mitologico-erudita e autobiografica, oltre all’adozione di nuove tecniche narrative.


Tra il 1341 e il 1342, Boccaccio scrive due opere in cui risalta l’influenza di Dante e della tradizione allegorica toscana:

  • Comedia delle ninfe (o Ameto o Ninfale d’Ameto) composta da prosa inframmezzata di poesie in terzine che racconta dell’amore del rozzo Ameto per la ninfa Lia.

    L’ambientazione è pastorale;

  • Amorosa visione(poema in terzine composto di cinquanta canti).

Degli anni seguenti sono opere in cui la componente erudita ed enciclopedica viene decisamente ridotta e migliorata la fluidità narrativa:

  • Elegia di Madonna Fiammetta(in prosa) in cui Boccaccio narra una vicenda d’amore in cui la donna diventa la protagonista.

    Nei suoi racconti, sa mescolare sapientemente il tragico e il comico, il sacro e il profano, offrendo un quadro variegato e completo della vita umana. E’ un lungo monologo che racconta l’amore infelice di Fiammetta per il mercante fiorentino Panfilo. La grande ammirazione per questa grande personalità indusse il Boccaccio a trascriverne molte composizioni e a tracciarne un profilo biografico dal titolo: De vita et moribus domini Francisci Petracchi.
    Nel gennaio 1351 viene eletto camerlengo del Comune e in febbraio è scelto come rappresentante della Repubblica nelle trattative con la regina Giovanna di Napoli per l’acquisto di Prato.

    E’ facile perciò immaginare la sua commozione quando si reca a Ravenna per consegnare, da parte dei capitani della Compagnia d’Orsanmichele, dieci fiorini d’oro alla figlia dell’Alighieri, divenuta suor Beatrice nel monastero di santo Stefano dell’Uliva.
    Nelle epistole di questi anni e nella stessa concezione della Genealogia deorum gentilium, che risale circa al 1350, il tono meditativo di fronte alle vicende umane si fa sempre più intenso ed al centro degli interessi del Boccaccio.
    Risale a questo periodo l'incontro con Petrarca, che conobbe di persona nella campagna fiorentina mentre il poeta si recava a Roma per il Giubileo del 1350.

    L’opera ha ampia diffusione e fama in Europa;

  • Filocolo (termine greco che significa: pena d’amore) in prosa -  romanzo d’avventura e d’amore che narra, in cinque libri, le avventure del giovane Florio alla ricerca dell’amata Biancifiore;
  • Teseidain ottave, primo e ultimo tentativo di poema epico dell’autore.

    E’ da qui che, imparando il greco con il rozzo e irascibile monaco calabrese Leonzio Pilato, Giovanni afferma l’ideale legame tra le due grandi culture dell’antichità: quella latina e quella ellenica.
    Proprio allora scrive la famosa Epistola consolatoria a Pino de' Rossi (un amico esiliato per vicende politiche 1361-1362), compone l'aspra invettiva contro le donne inserita nel Corbaccio (1366) elabora in tre diverse edizioni (probabilmente intorno al 1351,1360, 1373) il Trattatello in laude di Dante.

    Ed egli accetta gli incarichi che Firenze gli affida, considerandoli non un onore meritato o un mezzo per conquistare concrete prebende, ma come un compito da assolvere, quale devoto cittadino della Repubblica. Anche se le ennesime illusioni dell’ultimo viaggio a Napoli (1370 – 71) non tardano a svanire, la quiete certaldese della casa dove sin dagli anni 1361 – 62 Giovanni si era ritirato, stanco della vita fiorentina e dei persistenti sconvolgimenti politici di una città, sembra confortarlo e sostenerlo negli ultimi “appassionati atti di fede”, come la trascrizione più impegnata del Decameron (l'autografo è ora alla Biblioteca di Berlino) e la rielaborazione accuratissima della Genealogia.
    Ed è a Certaldo che si spenge, in solitudine, seguendo di poco il fraterno amico Petrarca, la notte del 21 dicembre 1375.

    Estratto da: Giovanni Boccaccio, Decameron, a cura di Vittore Branca.

    Sempre a questi anni risalgono il Buccolicum carmen (1361-66) che raccoglie egloghe che si riferiscono ad avvenimenti politici del tempo, il De mulieribus claris (1361-75?), ossia le vite di eroine dell'antichità e del Medioevo e il De montibus, silvis, fontibus (1355-74?) inventario della cultura geografica classica.

    1354 – 1368
    Proseguono gli onori e gli incarichi politici fra i quali, nel 1354 e nel 1365, le ambascerie ad Avignone presso i pontefici Innocenzo VI e Urbano V.

    La rovina dei Bardi e la generale crisi fiorentina condizionano pesantemente la vita del Boccaccio che, per far fronte alla ristrettezze economiche in cui versa, cerca di trovare una sistemazione alla Corte Angioina. Purtroppo la stanchezza e la non più buona salute gli impedirono di proseguire oltre il XVII Canto dell’Inferno.

    La sua produzione spazia dalla letteratura cavalleresca e allegorica alla narrativa realistica, offrendo uno spaccato della società medievale e delle sue complesse dinamiche sociali e morali.

    La prosa di Boccaccio, invece, raggiunge l’apice con il Decameron, un capolavoro che combina un realismo vivido con una sofisticata struttura narrativa.

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    Le storie raccontano una vasta gamma di situazioni umane, che vanno dall’amore cortese alla passione carnale, dall’ingegno alla fortuna, dalla tragedia alla comicità. Insieme a Dante Alighieri e Francesco Petrarca è considerato uno dei padri fondatori della letteratura italiana. La sua opera più famosa, Il Decameron, ha avuto un’influenza duratura sulla narrativa europea, stabilendo un modello per il racconto breve e la struttura narrativa che sarebbe stato emulato da molti scrittori nei secoli successivi.

    Un’attività che, per quanto indesiderata, lo mette a contatto con una realtà multiforme, fatta di aristocratici e popolani, di avventurieri e di impostori, di gente di terra e gente di mare, che feconderà in lui curiosità intellettuale e spirito di osservazione, e che si rifletterà in alcune sue opere, quali il Filocolo, la Fiammetta e varie rime.

    Ma nonostante le promesse e l'amicizia con Niccolò Acciaioli, gran Siniscalco del Regno, l'accoglienza fu veramente disastrosa e deludenti i due soggiorni a Napoli del 1355 e 1362. Il Teseide fu una delle prime opere italiane a presentare un amore cortese all’interno di un contesto epico, combinando la narrazione eroica con una forte componente sentimentale.

Percorso della memoria

1313
Giovanni era nato all’inizio dell’estate del 1313, probabilmente a Firenze da Boccaccio di Chellino e da madre ignota.
Le varie supposizioni a carattere specificatamente letterario che lo vogliono nato a Parigi, dove il padre, agente della potente compagnia mercantile fiorentina dei Bardi, si trovava tra il 1310 e il 1313, o a Certaldo, paese della famiglia, sono state confutate dai più recenti studi critici sia sui testi giovanili che sulle testimonianze dei contemporanei.

1313 - 1325
E’ dunque a Firenze che Giovanni trascorre tristemente l’infanzia e la fanciullezza insieme al padre, che lo aveva riconosciuto, e a Margherita de’ Mardoli, sposata da quest’ultimo intorno al 1320, abitando prima nel sestiere popolare di S.

Pier Maggiore e poi in quello commerciale di S. Felicita in Oltrarno.
Sempre a Firenze, Giovanni inizia l’apprendimento scolastico sotto la guida di Giovanni Mazzuoli da Strada che lo indirizzerà alle “prime nozioni e impressioni dantesche”, che si rafforzeranno lungo tutta la vita in una venerazione che costituisce uno degli elementi fondamentali dell’appassionato credo poetico e umano del Boccaccio.

1325 - 1334
Ancora adolescente Giovanni viene mandato a Napoli (probabilmente nel 1327) a far pratica mercantesca e bancaria.

La Repubblica fiorentina gli affida diverse missioni, come recarsi ad Avignone per convincere il papa Urbano V a tornare a Roma o sorvegliare le milizie mercenarie fiorentine. IL – LIX.

Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio si distingue nel panorama letterario europeo come narratore grazie al suo capolavoro, il Decameron, che segna la nascita della narrativa moderna e che ha da subito grande fama e viene tradotto nelle principali lingue europee.


 

I due decenni a Firenze

Rientrato a malincuore con la famiglia a Firenze, negli anni 1340/41, Boccaccio partecipa alla vita culturale della città ed entra in contatto con le sue maggiori personalità. Con quest’opera Boccaccio raggiunge la piena armonia nell’equilibrio tra componente erudita e autobiografismo e scopre la misura narrativa che più gli si confà, la narrazione breve rappresentata dalla novella, già parzialmente sperimentata nel Filocolo e nella Comedia delle ninfe fiorentine.


Gli anni intorno al 1350 segnano una svolta significativa nella vita di Boccaccio, per due motivi:

  • Conosce e stringe amicizia con Petrarca la cui influenza lo orienta sempre più verso interessi umanistici;
  • Viene nominato camerlengo alla camera del Comune di Firenze, ruolo per cui gli vengono affidati una serie di incarichi prestigiosi.

Nel 1355 muore Violante, la più amata dei suoi cinque figli, tutti illegittimi e nati da relazioni diverse.
In questi anni scrive varie opere di compilazione erudita in latino:

  • De casibus virorum illustrium – Le sventure di uomini illustri;
  • De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris liber – Libro sui monti, sui boschi, sulle fonti, sui laghi, sui fiumi, sigli stagni o paludi e sui nomi del mare;
  • Trattatello in laude di Dante, opera in volgare, biografia del grande poeta che testimonia il culto che Boccaccio nutriva per Dante.

Nel 1360 intraprende la carriera ecclesiastica e grazie ai benefici che papa Innocenzo VI gli conferisce può assicurarsi una certa agiatezza economica, peccato che di lì a poco (1361) venga sospettato di essere coinvolto in un tentativo di colpo di stato che alcuni suoi amici hanno organizzato e di conseguenza venga esonerato da qualsiasi incarico per quattro anni.


 

Il ritiro a Certaldo

Boccaccio si ritira a vivere a Certaldo dove compone alcune opere erudite in latino, come:

  • De mulieribus claris (Le donne illustri);
  • Epistole;
  • Vita sanctissimi patris Pieri Damiani;
  • Buccolicum carmen(Poesie bucoliche o pastorali) – 16 egloghe di carattere allegorico;
  • Genealogia deorum gentilium (Genealogia degli dei pagani), il suo lavoro più importante in latino che continuerà a rivedere e correggere sino al momento della morte;

Inizia anche l’opera Corbaccio, una feroce satira che rivela un radicale cambiamento della sua considerazione delle donne, passando dalla precedente filoginia (amore per le donne) alla misoginia (odio per le donne) e l’amore da forza positiva e gentile che eleva diventa abbruttimento e degradazione.


Nel 1365 a seguito del cambiamento della situazione politica Boccaccio può fare ritorno a Firenze.

Milano, Mondadori, 1998. Questo decennio fu anche segnato dalla terribile epidemia di peste nera del 1348, evento che avrebbe influenzato profondamente la struttura e i temi del Decameron.

Boccaccio fu un uomo di vasta cultura, amico e corrispondente di Francesco Petrarca, che lo influenzò profondamente nelle sue riflessioni sulla letteratura e sulla morale.